EMPOWERMENT

 

Empowerment psicologico

La definizione più sintetica e comune di empowerment psicologico (di una persona rispetto ad un certo oggetto od aspetto od area specifica) è "senso di padronanza e controllo su ciò che riguarda la propria vita"
Si tratta quindi, quando si parla di empowerment "psicologico", di "qualcosa" che è intrinseco nel soggetto e che riguarda la sua relazione con parte del mondo; di qualcosa di soggettivo (un sentimento, un vissuto di sé); di qualcosa che si riferisce non alla totalità ma ad un'area specifica della vita della persona; di qualcosa che riguarda l'uso che il soggetto sente di sapere e poter fare delle proprie risorse personali e delle risorse che può acquisire.
Naturalmente l'empowerment in senso completo sarà dato dalla somma e dalla sinergia dell'empowerment "psicologico" e dall'empowerment "oggettivo-ambientale" (le risorse e le possibilità fornite/consentite dall'ambiente).
L'analisi dei contributi sull'empowerment psicologico è utile comunque per capire le "dimensioni o componenti costitutive" dell'empowerment, anche quando viene usato applicativamente in campi diversi, dall'individuo all'organizzazione alla società.

Un modo molto efficace di definire e rendere comprensibile (e, per certi versi, anche misurabile) il concetto di empowerment psicologico, è quello di elencare una serie di sue dimensioni o componenti. Alcune tra le più importanti sono:

  • Attribuzione al sé di risultati ed effetti del proprio agire ("internal locus of control"): tendenza ad interpretare i risultati e gli effetti delle proprie azioni come determinati più dai propri comportamenti messi in atto che non da forze esterne indipendenti dal soggetto (per esempio azioni di altri non influenzabili, il sistema, la fortuna o il fato...; in questo caso, all'inverso, la tendenza sarebbe quella allo "external" locus of control ovvero della attribuzione a cause esterne dei risultati e degli effetti de proprio agire)
  • Percezione di autoefficacia ("perceived self-efficacy"): tendenza a percepire sé come persona capace di scegliere e mettere in atto, a fronte di una certa situazione, i comportamenti più adeguati, tra quelli di cui si è capaci, (per risolvere problemi, per conseguire obiettivi, per realizzare bisogni e desideri, per affrontare situazioni particolari)().
  • Percezione di competenza: tendenza a valutare positivamente le proprie capacità e skills (rilevanti rispetto ad un'area specifica di attività e di compito).
  • Tendenza motivazionale all'azione ed alla gestione: tendenza a sentire volontà e desiderio di partecipare all'azione e tendenza a desiderare di avere padronanza e controllo sui fattori in gioco.
  • Tendenza alla speranza (hopefulness): tendenza a ritenere che variabili, fenomeni, eventi sono gestibili e controllabili e quindi indirizzabili verso esisti sperati come migliori (contrario della non-speranza, hopelessness, tendenza a ritenere che fattori e fenomeni non siano controllabili-gestibili né quindi indirizzabili verso ciò che è sperabile).
  • Ideologia dell'influenza, del potere, della responsabilità, del cambiamento possibile: tendenze a pensare-sentire che le persone in generale (e non solo il soggetto in particolare) possono influenzare gli avvenimenti sociali e che hanno potere intrinseco e capacità in sé stesse; che i sistemi sociali tendono a rispondere agli sforzi di cambiamento; che ciascuno dovrebbe partecipare anche come senso di responsabilità verso sé stesso e gli altri.
 

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